DARE E RICEVERE il massaggio ayurvedico (Elena)

Il massaggio ayurvedico non è una cosa che può essere attribuita alla conoscenza della semplice tecnica, per quello che io so fallibile e opinabile sempre. Come tutte le cose che possono andare nel profondo della persona, il livello tecnico è solo la possibilità di applicare la conoscenza, e se solo là che si ferma, è riduttivo della possibilità di esplorare l’animo umano e di mettersi a disposizione delle infinite possibilità di incontrare (l’) altro al di là di se stessi.

Ayam Me Hasto Bhagwan
Ayam Me Bhagavattara
Ayam Me Vishwa Bheshajo
Ayam Me Shivaabhi marshanah
Om shanti shanti shanti
(Rig Veda)

Entrambe le mie mani sono divine.

Possono portare prosperità.

Possono dare un effetto calmante. Inoltre, sono potenti di più di essere semplicemente divino.

Tutte le medicine per le malattie del mondo si trovano nelle mie mani.

Il tocco delle mani è capace di benessere e guarigione.

Durante un massaggio la mano che scorre sul corpo di una persona può avere un tocco divino se questa con grande consapevolezza, attenzione, rispetto e cura si mette a disposizione di chi riceve e delle forze che sono al di là di sè.

Quando quindi si entra nel flusso delle sensazioni e delle percezioni reciproche fino ad oltrepassarle (sublimarle), si accede al vero e proprio “campo della guarigione” dove tutto in questo modo può essere trasformato. É il campo delle energie e delle forze che noi non possediamo, ma alle quali possiamo accedere donandole all’altro. Esse attivano nella persona che riceve le proprie risorse necessarie al cambiamento.

Poi alla fine di un trattamento mi chiedo: chi riceve e chi dà?

Rasajana, ovvero fermiamo il tempo

di Andrea Fugazza

Nella medicina tradizionale indiana, si utilizza il termine Rasayana per indicare il fenomeno di trasformazione attraverso il quale il corpo inverte i processi degenerativi e ne favorisce invece quelli rigenerativi. Tali processi si possono facilmente individuare nelle diverse fasi di invecchiamento cellulare e tissutale a cui il corpo viene sottoposto anche a causa di stili di vita scorretti e nelle alterazioni funzionali dei diversi sistemi e apparati.

Nella filosofia Vedica esiste un concetto fondamentale che esprime l’idea di forza vitale incarnata, il Prana. Il Prana è l’incarnazione o la trasmutazione di quello che viene chiamato energia universale, un campo esteso di forza vitale intelligente, che organizza e sostiene tutto ciò che esiste.

Nel corpo si esprime come una forma di potenza, in grado di svolgere tre funzioni basilari: organizzatrice, protettiva e curativa. Nella funzione di organizzazione la potenza del Prana si attiva fin dal momento del concepimento per organizzare la differenziazione cellulare e lo sviluppo embrionale, mantenendo un ordine morfologico nei tessuti per tutta la durata della vita.

Nella funzione di protezione del Prana, quando le forze condizionate entrano nel sistema corpo-mente, la potenza agisce in maniera tale da proteggere il sistema dai loro effetti. Inizialmente confina queste forze condizionate in un’area del corpo localizzata, in modo da poter minimizzare i possibili danni al sistema.

 

Nella funzione di guarigione, in condizioni ottimali, la potenza attiva un processo di guarigione e si comporta in maniera tale da risolvere le forze condizionate e i loro effetti sul sistema, mentre il sistema si approfondisce nel cambiamento olistico e in uno stato di equilibrio.