Pedagogia del cibo – Ahar e Anna Yoga

Personal Mentoring | Seminario 4| Pedagogia del cibo


sabato 16 febbraio dalle 13.00 alle 16.30
Presso Associazione Artè – Centro Yoga Milano

Continua il percorso esperienziale attraverso la conoscenza di alcuni dei principi dell’Ayurveda e dello Yoga questa volta approfondendo il tema dell’alimentazione. Tutti noi abbiamo oggi più che mai bisogno di alcuni riferimenti per gestire in maniera ottimale una delle fondamentali sfere della nostra quotidianità. Secondo l’Ayurveda per sapere cosa mangiare bisogna conoscere prima di tutto la propria costituzione fisica (prakruti) in modo da stabilire ciò che è più adeguato alla nostra natura e per l’Ayurveda non siamo tutti uguali. Conoscere la propria costituzione sarà il primo passo per approfondire un tema così fondamentale. Poi parleremo di energia e caratteristiche degli alimenti, forniremo tabelle e supporti per riconoscere ed orientarsi. Ci saranno inoltre preziosi consigli pratici su come preparare alcuni alimenti e pietanze in accordo con stagione e la salvaguardia dei nutrienti, uso e conoscenza delle spezie, …

Vi aspettiamo sabato 16 febbraio 2019 alle ore 13.00, presso Artè Milano (Via Meda 25) per parlare di Pedagogia del Cibo.

Per informazioni o prenotazioni: info@spazioayurvedico.com o 331/6494949 (anche via whataspp o sms)

Stile di vita giornaliero nell’Ayurveda e nello Yoga (Dinacharya e Sadhana)

sabato 13 ottobre
ll primo di sei seminari, piccolo percorso esperienziale di accompagnamento alla conoscenza di alcune pratiche ayurvediche e yogiche da condurre quotidianamente ed introdurre nel proprio stile di vita.
Impariamo ciò che ci può far star bene!
dalle 9.30 alle 13.00
Presso Associazione Artè, via Meda, 25 – 20138 Milano –
Costo 40 euro

Per partecipare scrivi a Spazio Ayurvedico
info@spazioayurvedico.com oppure via telefono o whatsupp 3316494949

Vi aspettiamo!

Per approfondire i contenuti sull’intero corso Personal Mentoring
www.spazioayurvedico.com

Corso formazione personale Personal Mentoring

Personal Mentoring
Percorso di autoconoscenza e di crescita evolutiva personale attraverso la medicina ayurvedica, lo yoga, la medicina tibetana, le scienze alimentari e specifiche tecniche energetiche.
Sapienze che possono essere oppotunamente calibrate in maniera sinergica per dare risposte concrete ai disequilibri del corpo, della mente e dello spirito.

Moduli

1 Stile di vita giornaliero nell’Ayurveda e nello Yoga(Dinacharya e Sadhana)
2 Yoga nella terapia Ayurvedica
3 Pedagogia del cibo (Ahar e Anna Yoga)
4 Massaggio ayurvedico ed auto-trattamento
5 Arte come terapia(Mandala e Yantra)
6 Mind & Soul opener
(Percorso esperienziale e teorico sulla risoluzione dei conflitti arcaici)

Presso Associazione Artè, via Meda, 25 – 20138 Milano – Tel 02 58113382

Date
13/10/2018 9.30 – 13.30
17/11/2018 9.30 – 13.30
12/01/2019 9.30 – 13.30
16/02/2019 9.30 – 13.30
16/03/2019 9.30 – 13.30
20/04/2019 9.30 – 17.30

Costo del percorso € 250
Corso del singolo modulo € 40 ( il costo dell’intera giornata del 20/04 sarà 65€)
Tessera associativa ARTE’ € 10 all’anno

Antonia, Elena, Sem, Andrea
Team di Spazio Ayurvedico +39 331 6494949
info@spazioayurvedico.com

Wellness Weekend di Yoga e Ayurveda

Conosci e Cura Te Stesso

in collaborazione con L’Altra Medicina Magazine

dal 4 al 6 MAGGIO
Benessere  e salute con Yoga ed Ayurveda ad Igea Marina presso l’ Hotel Luxor Veg.
Massaggi ayurvedici, incredibili pasti vegani preparati dalla Chef Barbara Bianchi (co-autrice del libro “Ayur-vegan”), meditazione, yoga e seminari sulla “cura di sè”.

Ecco il programma:
– Due pernottamenti con sistemazione in camera doppia
– Pensione completa (2 cene, 2 pranzi,  frutta e tisane tutto il giorno,…) cucina vegana, ayurvedica e biologica
– Due massaggi con oli medicati a seconda della propria costituzione fisica
– Due classi di yoga Cikitza (terapeutico) e una serata di rilassamento condotto con le Campane tibetane
– Due seminari esperienziali sui temi dell’alimentazione ayurvedica e naturale e conoscenza della propria costituzione fisica
Quota di partecipazione 445 € a persona

Per maggiori informazioni contattare:
cell. 334/9901801
info@spazioayurvedico.com

Rasajana, ovvero fermiamo il tempo

di Andrea Fugazza

Nella medicina tradizionale indiana, si utilizza il termine Rasayana per indicare il fenomeno di trasformazione attraverso il quale il corpo inverte i processi degenerativi e ne favorisce invece quelli rigenerativi. Tali processi si possono facilmente individuare nelle diverse fasi di invecchiamento cellulare e tissutale a cui il corpo viene sottoposto anche a causa di stili di vita scorretti e nelle alterazioni funzionali dei diversi sistemi e apparati.

Nella filosofia Vedica esiste un concetto fondamentale che esprime l’idea di forza vitale incarnata, il Prana. Il Prana è l’incarnazione o la trasmutazione di quello che viene chiamato energia universale, un campo esteso di forza vitale intelligente, che organizza e sostiene tutto ciò che esiste.

Nel corpo si esprime come una forma di potenza, in grado di svolgere tre funzioni basilari: organizzatrice, protettiva e curativa. Nella funzione di organizzazione la potenza del Prana si attiva fin dal momento del concepimento per organizzare la differenziazione cellulare e lo sviluppo embrionale, mantenendo un ordine morfologico nei tessuti per tutta la durata della vita.

Nella funzione di protezione del Prana, quando le forze condizionate entrano nel sistema corpo-mente, la potenza agisce in maniera tale da proteggere il sistema dai loro effetti. Inizialmente confina queste forze condizionate in un’area del corpo localizzata, in modo da poter minimizzare i possibili danni al sistema.

 

Nella funzione di guarigione, in condizioni ottimali, la potenza attiva un processo di guarigione e si comporta in maniera tale da risolvere le forze condizionate e i loro effetti sul sistema, mentre il sistema si approfondisce nel cambiamento olistico e in uno stato di equilibrio.

 

Ayurvegan, la cucina vegan incontra la tradizione ayurvedica

Sono molto contenta di presentare questo mio lavoro in collaborazione con la bravissima chef vegan Barbara Bianchi.

Questo libro è un intenso ricettario, un manuale per preparare amorevolmente cereali, verdure, legumi e tutti gli altri alimenti della tradizione italiana, tante interessanti e semplici idee che raccontano un profondo rapporto con il mangiare e un’attenta ricerca sul piano nutrizionale dal punto di vista dell’ayurveda e del mondo vegano: NON È IL SOLITO LIBRO DI RICETTE!

Questo progetto che ho accolto solo inizialmente con qualche perplessità (è chiaro che sussistono degli aspetti che potrebbero essere visti come conflittuali se si pensa anche solo alla questione del mangiare o meno la carne e i suoi derivati), ha rappresentato per me, una vera e propria sfida, un’opportunità per avvicinare alla tradizione ayurvedica tutte quelle persone che percorrono la propria strada verso la (auto) conoscenza e la (auto) consapevolezza; un percorso parallelo che si incontra in numerosi punti e che unisce medicine, discipline e sapienze verso un unico obiettivo: dare più significato e valore alla nutrizione.

Un lavoro che può offrire qualche punto di riferimento e dare alcune risposte rispetto la dilagante esigenza di conoscere quali pratiche quotidiane possano essere utili per il proprio benessere e salute agendo con l’alimentazione di tutti i giorni.

Le scienze antiche come l’Ayurveda, possono aiutare a tracciare questo percorso di conoscenza empirico, sperimentabile e valutabile nella propria sfera personale, poiché essa da sempre possiede principi sempre validi coniugabili in tempi e luoghi differenti.

Energie vitali

Nella medicina Ayurvedica, o meglio nei Sutra e nella filosofia Vedica, il concetto di “energia negativa”, se declinata nel suo significato mistico ha due livelli di manifestazione,cioè

1 l’nfluenza degli astri, del sole e della luna al momento della nascita, in base alla loro collocazione nell’universo

 

2 Il Karma, cioè l’influenza delle azioni, buone e cattive, svolte nelle  vite passate, recenti. Contiamo 4 tipi di karma  ma al fine di non confondere il lettore,  basta sapere che al pari di una clessidra, il nostro karma negativo riempie la clessidra quando compiamo azioni negative, e la svuota quando invece facciamo azioni positiva, cioè dirette verso il bene incondizionato chiamato Dharma o verità. Quando la clessidra è vuota, l’anima è pura.

 

Il Joitish è la scienza vedica che studia l’influenza degli astri sul destin delle persone e del mondo, perché tutto è in uno e quindi uno è in tutto ( l’uomo e l’universo comunicano senza soluzione di continuità). Questa antica scienza ci aiuta a capire perché si generano negatività e positività.

 

Per quanto concerne il karma, se siamo carichi di cattive azioni che hanno contrastato col Dharma, accumulato anche in vite passate, la pratica delle Sadhana, cioè di azioni virtuose e del karma yoga, cioè di azioni gratuite volte al bene  dell’universo e quindi dell’uomo, aiutano ad eliminare le energie negative.

In ayurveda la presenza di negatività ostacola la buona riuscita della cura e quindi della guarigione.

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Esistono poi energie negative legate all’azione dell’intelletto ed all’influenza dell’ego, che si esplicano in tre abiti mentali diversi chiamati TriGuna, dove Satwa costituisce la saggezza, rajas l’impeto e Tamas l’ignoranzacioè la negatività

Infine ci sono le energie negative legate al Prana, alle arie vitali,  conseguenza sia di quanto descritto sopra ma legate anche ad un cattivo stile di vita.

 

 

Il massaggio del piede (Padabyangam)

Il massaggio del piede ha una funzione e un significato importante.
I piedi collegano l’uomo con la sua origine la Madre Terra ( Genesi 3, 19), aggrappandolo ad essa. Se paragonassimo l’essere umano ad un seme sbocciato nella terra che cresce e si trasforma in albero, i piedi ne costituirebbero le radici, quindi i piedi ci ancorano alla nostra origine ancestrale
Le narrazioni mistiche e storiche, evidenziano sovente la funzione simbolica dei piedi. Si gettano le armi in segno di resa al piedi del conquistatore, oppure si posa un mazzo di fiori ai piedi dei saggi e dei santi in segno di adorazione. Gesù in segno di rispetto e devozione al Padre lava i piedi ai suoi discepoli.
La funzione dei piedi si esprime sul piano energetico, grazie alla posizione in cui si trovano e alla loro forma, costantemente a contatto col suolo, ció permette al corpo di scaricare le tensioni negative a terra liberando cosi dalle tossine energetiche le Nadi, i canali ln cui scorre il prana.
Potremmo provare, in un momento di forte tensione emotiva di rabbia, a metterci a piedi scalzi sul terreno, ritroveremmo nel giro di alcuni istanti maggior pace e serenità, mentre il terreno sotto i nostri piedi si sarà scaldato, avendo catturanto Rajas o emotività propulsiva in eccesso, sotto forma di campo magnetico in eccesso
A livello anatomico e fisiologico il piede è un fitto intreccio di ossa, canali sanguigni, tendini, nervi ed un plantare muscolare che le dà struttura.

PIEDE

Questa complessa struttura unita ai sistema dei canali energetici, sono in grado di condizionare in via riflessa, il funzionamento dell’intero organismo sui tre liveli (fisico, mentale ed emozionale) La pratica del massaggio al piede quindi deve tener conto, nel corso della pratica, sia di un canovaccio generale che và a riequilibrare il sistema dei dosha, ma anche il posizionamento dei singoli punti riflessi che se sapientemente stimolati, vanno ad agire e curare i singoli organi
PIEDE RIFLESSOLOGIA

(immagine tratta da “Abhyangam” di Swami Joythimayananda)

Sinteticamente possiamo dividere il piede in sette macro aree attinenti a cavita e sistemi fisiologici differenti
Dita del piede = cavita cranica
Radice delle dita = cavità della gola
Avampiede = cavità toracica
Centro del piede = cavità addominale
Tallone = cavità pelvica
Lato interno piede = colonna vertebrale
Lato esterno piede = arti

LA TECNICA DEL MASSAGGIO
Il massaggio inizia facendo accomodare il paziente in posizione prona o supina, a seconda della sua comodità, passare entrambi i piedi con un panno caldo e umido, ed afferrando un piede alla volta, lo si solleva e lo si lascia cadere a terra.
In seguito, usando circa due cucchiai di olio, si passa alla frizione del piede passando le mani alternativamente dall’alto verso il basso e circolarmente su tutto il piede, arrivando 20 cm sopra la caviglia, favorendo in questo mudo la circolazione sanguigna, il rilassamento del muscolo plantare ed il riequilibrio dei tri dosha. Di seguito si strisciano le nocche della mano a pugno chiuso sul plantare. Si prosegue afferrando il piede con entrambe le mani ed eseguendo dei cerchi su tutta la pianta, passando con cura sulle ossa del metatarso e la giunzione con le falangi. Dedicare tempo anche alle dita dei piedi, da prima tirandole energicamente, poi frizionandole una alla volta, passando il dito attraverso le falangi e scorrendolo sull’attaccatura cartilaginea.
A questo punto si può passare alla digitopressione che partendo dall’alluce, premendo con il pollice, scende fino al tallone, cosi via anche per le alre dita fino al mignolo. La pressione in questo manovra dovrà essere lenta, ma profonda.
Terminata questa manipolazione si passa alla mungitura del piede, che avviene afferrandolo la caviglia con una mano e con l’altra premendo. vigorosamente, la si fa scivolare dal tallone all’estremita delle dita per più ripetizioni, terminando con uno schiacciamento del piede eseguito con eentrambe le mani intrecciate.
Arrivati a questo punto si deve acquietare il piede con degli accarezzamenti e con dei rastrellamenti dolci eseguiti con le dita della mano.
La fase successiva prevede la stimolazione dei punti riflessi collegai a organi o tessuti disturbati da malessere o dolenti.
Importante nel massaggio della donna la manipolazione dei malleoli, collagati all’apparato genitale femminile.
Nelle pratiche più avanzate, prima di chiudere il massaggio, che non deve durare più di venti minuti per piede, vi è la stimolazione dei punti Marma che controllano e riequilibrano le energie profonde che scorrono nei Nadi conosciuti anche come Meridiani.
Nel piede i punti Marma sono cinque:

Kshipra, posizionato sulla membrana articolare fra dito alluce ed indice, controlla il sistema linfatico e respiratorio. La sua manipolazione và effettuata con un massaggio circolare ed energico per Cinque minuti

Talahrdaya, posizionato nella parte superiore del metatarso in linea col terzo dito, controlla il sistema respieatorio. Deve essere stimolato per cinque minuti con movimento energico e circolare.

Kurcha, posizionato circa cinque anguli ( 5 cm per un adulto) sotto la radice dell’alluce controlla la vista. Và premuto con forza o stimolato con agopressione.

Kurchashira, posizionato sopra il calcagno la controlla il sistema muscolare. La sua pressione deve avvenire in maniera energica

Gulpha, posizionato sono sotto il malleolo laterale controlla i tessuti ossei, l’adipe ed il sistema riproduttivo. Il trattamento avviene con un massaggio delicato protratto per cinque minuti.

GLI OLI
Si usano diversi oli a seconda della patologia da trattare. Un olio che pacifica vata come Dhanwantharam può essere utilizzato per calmare la mente e pacificare l’intestino, mentre per un’azione riscaldante ed emoliente anti kapha è indicato l’olio Pinda. L’olio di cocco e ghee possono essere usati nei casi di rabbia ed ansia, applicandoli anche con l’ausilio di scodelle metalliche (massaggio Pitta per i piedi). In ogni caso l’olio anche se neutro come quello di sesamo, deve essere sempre scaldato a bagnomaria e portato ad una temperatura di 36 gradi.

È importante chiudere sempre il massaggio con un accarezzamento piacevole e con l’olio totalmente assorbito dai piedi

Anatomia cosmica ayurvedica

Comprendere a fondo il sistema di cura della medicina Ayurvedica, significa risalire non solo all’origine dell’uomo ma all’impulso primordiale che ha creato l’universo. Quando curiamo un individuo, limitarsi a riflettere solo su una dimensione umana, spesso quella che più superficialmente percepiamo con i nostri sensi oppure quella che gli strumenti di analisi ci permettono di conoscere, inevitabilmente ci costringe a scartare una importante quantità di ipotesi necessarie, per impostare la linea di cura.
Per evitare di commettere gravi errori di valutazione allora è indispensabile conoscere l’anatomia cosmica Ayurvedica cioè l’origine dell’essere umano . La sua comprensione ci permette di indagare lo stato di salute di una persona su tre livelli differenti ma contigui, quello fisico, quello mentale e quello animistico. Slegare queste tre dimensioni, significa ignorare il senso della vita, le ragioni della malattia, ed il concetto di morte.
La genesi dell’universo parte da una vibrazione primordiale, necessaria a stimolare l’anima cosmica, questa musica di fondo che pervade l’universo è l’OM. Ripetere l’OM ( pronunciato AOM) nella recita dei mantra oppure AMEN nella chiusura delle preghiere significa riportare la nostra anima nelle sue origini di purezza.
Il PURUSHA è l’anima o la coscienza pura, è il silenzio e il vuoto che pervadeva l’universo, quando lo stesso universo ancora non esisteva, se non nel cuore di Dio. Purusha è la coscienza suprema di Dio, è l’intelligenza e la compassione meravigliosa del Creatore.
La manifestazione evidente e tangibile della coscienza suprema è la Prakriti, cioè la materializzazione dell’universo, in essa si genera lo spazio ed il tempo, da essa si origina ogni cosa, non a caso in Ayurveda la Prakriti è la definizione di costituzione umana. La Prakriti è la prima di ventiquattro processi o regole o principi universali denominati TATTVA che conducono alla generazione dell’essere vivente.
Risulta evidente come la teoria del Big bang, cioè del vuoto che si trasforma in materia a seguito di un impulso esplosivo, ricalchi in maniera limitata ció che le sacre scritture Vediche narrano da millenni circa le origini dell’universo.
La materia cosmica primordiale che si è generata nella prakriti, ha bisogno di un’intelligenza cosmica che permetta agli elementi primordiali come lo spazio, il tempo, la luce il suono di formarsi ed impiantare le fondamenta energetiche del creato, questa guida intelligente è il secondo Tattva e si chiama MAHAT.
La mente cosmica segue una regola molto importante nel guidare la creazione del cosmo, quella del DHARMA, cioè della verità profonda, che genera gioia, serenita e beatitudine, il bene, la giustizia e la compassione. L’intelligenza cosmica segue quindi leggi precise nel processo di creazione affinche l’universo, il mondo e l’uomo nascano in perfetta similitudine alla coscienza pura cioè a Dio.

È importante ricordare che l’Ayurveda ha origine perchè l’uomo persa la via del dharma, inizia a vivere una vita corrotta a cui segue la comparsa della malattia
Si narra nei Veda che il Rishi Baradvaja, delegato da una riunione di saggi avvenuta ai piedi dell’ himalaya, si reca da Dio per informarlo che sulla terra gli uomini hanno maturato la malattia e sofferenza e sono impauriti, il Brahma dice a Baradvaja che tutto questo accade perchè gli uomini si sono allontanati dalla via della saggezza e della verita, ma grazie alla sua immensa bontà dona al Rishi l’Ayurveda per curare l’uomo da tutte le malattie.

Mahat crea anche le basi per differenziare il creato in pianeti, regno animale, vegetale ed essere umano attraverso la combinazione di tre qualità fondamentali, i Tri Guna, Satva l’equilibrio o la saggezza, Rajas o meglio l’azione e Tamas cioè l’inerzia.
L’universo giunto a questo punto ha bisogno di un impulso primordiale che renda dinamica la differenzazione del creato, che permetta ai tri guna di modellare la mente, i cinque elementi, l’uomo e la natura, una vibrazione egoica necessaria a donare l’individualità delle cose, ma che poi esaurisca in questo lavoro il suo ruolo, in una parola l’ego contenuto in AHANKARA, custode della memoria cosmica (del principio di tutto), cognitiva (delle vite passate) ed esperenziale, questo il terzo tattva.

MANAS la mante, il quarto tattva nel processo evolutivo. In essa si racchiude Buddhi cioè la trasposizione in forma individuale di Mahat. L’intelletto personale ha il compito di ascoltare l’anima (pura coscienza) e guidare le nostre azioni o Karma, verso la via del bene e della verità ancestrale. Buddhi (intelletto) ha anche il compito di domare l’ego presente in Manas. L’ego è rimasto in noi come impulso primordiale di discernimento, il suo eco peró persiste nella nostra mente, distogliendoci spesso dalla via della saggezza inducendoci in errore. Manas collega il mondo esterno con quello interiore, attraverso la mente percepiamo emozioni e sentimenti, raccogliamo informazioni, discriminiamo, guidiamo i sensi e gli apparati motori, sentiamo piacere e dolore, la mente ci collega a Maya, ma nel contempo fornisce gli strumenti per non cascare in errori ed illusioni, attraverso l’azione attraverso dell’intelletto.
La combinazione di satva e rajas guna creano Manas, e la sua interazione col mondo esterno genera la soggettività di ogni individuo e la percezione dell’esperienza.

Il contatto col mondo esperenziale, avviene con la creazione dei cinque organi di senso o JNANA Indriya che occupano il quinto livello nella scala evolutiva e costituiscono ulteriori cinque tattva. Nati dalla combinazione di satva e rajas guna essi sono costituiti da orecchie (karna), pelle (loma), occhio (netra), lingua (jiva), naso (nasya). Essi sono la finestra dell’anima sul mondo..
Oltre che percepire il creato, l’interazione con la vita esiste se c’è movimento, lo spazio ed il tempo ci portamo a spostarci nell’ambiente a noi circostante, ed i cinque organi motori chiamati KARMA indrya, nati dall’interazione di satva e rajas guna, permettono l’espletamento di tale funzione. Parlare con la bocca, camminare con i piedi , lavorare con le mani , procreare con gli organi riproduttori ed eliminare con quelli escretori sono i cinque tattva che costituiscono il sesto livello evolutivo.
Come un Mandala in costruzione l’immagine dell’uomo nell’universo stà prendendo forma, e più comprendiamo la figura d’insieme e meglio capiamo l’uomo e il suo funzionamento.
L’organo di senso ha una funzione biologica legata strettamente a quella percettiva chiamata Tammatra il settimo livello evolutivo. Questi cinque tattva prendono origine dall’interazione di rajas e tamas guna che generano olfatto, tatto, vista, udito e gusto. I tammatra coordinano l’attività degli organi di senso e di azione.
L’ottavo livello evolutivo dell’universo chiude un percorso che partito dalla coscienza pura arriva alla materia. Comprendere che esiste un legame indissolubile fra spirito, mente e corpo ci permette di avere una visione olistica dell’uomo e quindi della malattia che si genera, comprendendone le radici.
I Pancha MAHABHUTA sono i cinque elementi che compongono ogni elemento nell’universo. Generati dall’interazione di rajas e tamas guna i cinque elementi hanno caratteristiche peculiari ma che si combinano alle perfezione sia nella costituzione dei tessuti umani ( dathu) che nella produzione dei Dosha.
Spazio, aria, fuoco, acqua e terra sono i cinque elementi presenti a partire dalla cellula umana fino a giungere all’intero universo, perchè l’uomo è fatto della stessa materia del creato.
I cinque elementi racchiudono una complessità biologica e funzionale, la cui comprensione richiede decenni di studio e approfondimento.
Ogni organo di senso è legato ad una funzione percettiva che si espleta attraverso un’organo motorio i quali sono governati da un elemento.
A titolo esemplificativo, l’occhio è legato alla vista che guida il movimento delle mani, l’elemento fuoco rappresenta il metabolismo dell’occhio e ls precisione dell’intelletto nel controllare la mano.
il processo evolutivo ci racconta di una matrice comune fra l’uomo e l’universo, il cui seme è l’anima, la luce è la ragion pura e il fiore è il corpo materico. Il fiore in e non appassisce se prende il sole e se il seme e le radici sono bagnate.
La cura parte dal corpo, attraversa la mente per giungere purificata all’anima, da qui in un percorso a ritroso la guarigione riguarda prima la mente e poi il corpo.

Carl Gustav Jung sosteneva che il sogno è la via segreta che porta all’animo umano, più l’individuo si allontana dal se ancestrale nato con la creazione cosmica, più l’anima soffre, si esprime nel sogno, si manifesta nella mente e si evidenzia nel corpo.